big data

L’accesso sempre più ampio ai dati consente alle aziende un approcio al business basato sull’utilizzo dei dati in chiave strategica. Questo è aspetto è fondamentale per puntare ad un mercato sempre più competitivo e orientato ai bisogni intercettati proprio con la raccolta dati. Le persone ogni giorno trasmettono dati da device diversi e comunicano mediante le interazioni di ogni tipo le loro necessità e le loro opinioni in merito a qualunque cosa.

E non si parla soltanto di dispositivi legati all’utilizzo di internet, ma di tutte le informazioni che si possono raccogliere in un data base, ossia un catalogo di contenuti che si può anche organizzare in data warehouse. Stando ai recenti report, gli investimenti in innovazioni tecnologica saranno fondamentali per la ripresa post-Covid, perché ormai le persone sono abituate a sistemi di trasmissione dati digitali e saranno sempre più disposti ad utilizzarli per migliorare la qualità della vita.

Di fronte a questa mole di dati, definita appunto Big Data, le imprese devono coglierne l’importanza per valutare in chiave oggettiva investimenti futuri, senza rischiare di rimanere indietro. Lo scoppio della pandemia ha dimostrato quanto sia indispensabile conoscere i dati della propria attività, perché chi si era già dotato di sistemi di gestione dei dati si è trovato molto più pronto a prendere decisioni rapide, evitando tracolli finanziari. Chi invece non aveva puntato sulle nuove tecnologie ha dovuto recuperare terreno in pochissimo tempo, non riuscendo in molti casi ad arginare le perdite. Consci dunque di queste nuove opportunità, vediamo insieme cosa sono i Big Data e perché sono diventati fondamentali per le aziende.

Cosa sono i Big Data

Il termine Big Data significa letteralmente “grandi dati” e con questa espressione si indica la quantità di dati che la digital transformation consente di far circolare dentro e fuori le aziende. La raccolta dei Big Data avviene ad esempio da tutti i dispositivi collegati alla rete, che definiamo Internet of Things. Il McKinsey Global Institute ha dichiarato che ci sono più di 30 milioni di oggetti collegati in diversi settori, come quello dei motori, quello industriale, della pubblica amministrazione e della vendita. E di anni in anno questo numero cresce di circa il 30%.

Perché sono importanti per le aziende

In base ai numeri indicati in precedenza, capiamo bene quanto sia importante accedere a quelle informazioni, perché rappresentano uno spaccato di tutte le attività che le persone compiono quotidianamente. Saper acquisire quei dati, filtrarli in base all’interesse di ogni singola azienda e analizzarli in chiave strategica mediante report mirati è un potentissimo vantaggio economico, che permette di conoscere in anticipo dove si sta direzionando il mercato. I dati inoltre sono anche interni alle aziende e riguardano ogni settore che le caratterizza: dalla produzione al marketing, dalla progettazione alla vendita.

In questo caso l’utilità dei dati è concentrata sull’analisi delle performance e sulla definizione degli obiettivi, che, sostenuti da dati oggettivi, risultano essere meno rischiosi rispetto ad altre situazioni. In tal modo gli investimenti risulteranno molto più oculati con una riduzione delle percentuali di fallimento. Uno dei passaggi chiave per iniziare a monitorare, organizzare ed elaborare i dati è l’acquisto di un software di gestione, che permette di creare una rete interna all’azienda di acquisizione dati, personalizzata in base agli obiettivi prefissati. Richiedi informazioni ad aziende specializzate in questo settore, che propongono pacchetti studiati in base al settore in cui operi. La consulenza di sviluppatori di software esperti è indispensabile per assicurarsi un supporto affidabile per i processi interni, di produzione e di direzione.