whatsapp limiti
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Chi non lo conosce, o non lo utilizza quotidianamente? WhatsApp è diventata negli anni la piattaforma di messaggistica di gran lunga più diffusa a livello globale, lasciando a qualsiasi tipo di competitor veramente “le briciole” come si suol dire. Merito della sua efficacia, semplicità e capacità di innovazione. Ormai di fatto chiunque vada a comprare uno smartphone trova al suo interno l’app già preinstallata.

Questo per via della sua crescita imponente e costante: dopo il lancio, nel 2014, i numeri sono sempre stati dalla parte del brand californiano, che ad oggi conta all’incirca due miliardi di utenti in tutto il mondo. Eppure, in queste giornate così complicate, anche il principale sistema di messaggistica istantanea sembra riscontrare alcuni problemi.

L’effetto del Coronavirus su WhatsApp

Whatsapp risente dell’effetto Coronavirus? Andiamo a spiegare la situazione. Con la pandemia globale attualmente in corso, tutti i paesi si stanno pian piano adeguando a quelle norme che erano state prese inizialmente da Cina (luogo di nascita del virus) e poi Italia (primo vero focolaio europeo). Lo scenario attuale vede un pianeta quasi paralizzato, dal punto di vista delle attività “esterne” degli esseri umani.

La grande maggioranza delle persone in moltissimi paesi sta infatti rispettando i vari decreti nazionali. E questi invitano – od obbligano – a rimanere chiusi in casa per arginare la diffusione del contagio. Chiaro è che in una situazione di blocco di questo tipo, uno degli unici settori che può trarre benefici è proprio quello dell’online: le persone sono infatti rinchiuse nelle proprie abitazioni, e non potendo svolgere attività esterne aumentano notevolmente il traffico sul web.

Eppure, questa situazione si sta rivelando un parziale contraccolpo per l’applicazione di messaggistica istantanea. Per quale motivo? Perchè WhatsApp – così come anche molte altre piattaforme – risulta in questo momento iper-utilizzato, al simile del sovraccarico. Sostanzialmente la condivisione quotidiana di media sull’app è eccessiva.

WhatsApp: i provvedimenti in arrivo

Motivazione per cui già in India il colosso californiano ha deciso di ridurre la durata massima delle “storie” condivisibili. Questa è una funzione introdotta nel 2017 da WhatsApp, il cosiddetto “stato” che consiste in media della durata di 24 ore: dopo questo lasso di tempo, essi scompaiono. Sono dunque temporanei, siano essi foto o video.

Proprio per quanto riguarda i video, inizialmente la durata massima oscillava (a seconda del peso) dai 90 secondi ai tre minuti, ma poi la casa californiana aveva già applicato una riduzione fino a 30 secondi massimi. Adesso, vista la saturazione dei server indiani, la durata massima delle storie giornaliere è stata ridotta a 15 secondi all’interno del paese.

Se la situazione negli altri paesi però non cambierà, è molto probabile che questo provvedimento venga esteso su scala globale (e quindi anche in Italia ovviamente) di modo da avere un impatto decisamente minore sui server. Altre possibili soluzioni al sovraccarico potrebbero essere una riduzione della qualità delle chiamate o un limite ai download nelle chat.