iphone privacy

Apple sta facendo veramente di tutto per proteggere la privacy dei suoi utenti e in particolare di coloro che scelgono di acquistare un iPhone. Lo ha chiarito lo stesso Tim Cook in una recente intervista, in cui ha spiegato gli obiettivi e le intenzioni dell’azienda. Il CEO di Apple ha fatto presente in quale dimensione si collocano i dispositivi di Apple nell’arricchire la vita degli utenti consentendo loro di fare molte cose che prima non riuscivano a compiere. Da questo punto di vista il tutto si annuncia come molto importante.

Le intenzioni di Apple riguardo alla privacy

Gli utenti possono proteggere la loro privacy con alcuni strumenti, come una VPN per iPhone. Senza dimenticare le recenti dichiarazioni di Tim Cook volte a sottolineare come Apple sia costantemente attenta al tema della riservatezza dei propri utenti, salvaguardata tramite ulteriori funzionalità.

Proprio per questo motivo il CEO di Apple ha spiegato che l’azienda non venderà mai i dati degli utenti a terzi. Tim Cook ha spiegato che l’azienda è completamente dalla parte degli utenti e che non vuole arricchirsi vendendo i loro dati.

Anzi, al contrario, vuole che i dati di chi sceglie l’iPhone siano tenuti al sicuro nel migliore dei modi possibili. Una scelta davvero ammirevole.

Apple e le applicazioni di terze parti

La questione della privacy è molto complessa e in questo campo ci sono state parecchie discussioni. In effetti per chi usa un dispositivo tecnologico è sempre molto importante poter contare sulla riservatezza relativa ai suoi dati personali.

Di recente Apple,  proprio in relazione ai suoi dispositivi iPhone e iPad, è entrata nell’occhio del ciclone per una presunta accusa che sarebbe stata rivolta nei confronti dell’azienda. È stato il The New York Times ad aver lasciato intendere che il colosso di Cupertino abbia eliminato dal suo App Store alcune applicazioni di terze parti che permettono il controllo e il monitoraggio del tempo trascorso nell’utilizzo dei dispositivi.

Apple è stata accusata di aver avuto intenzione di eliminare la concorrenza. Invece sembra che la questione sia proprio un’altra.

Una questione di sicurezza

Apple ha spiegato, ribaltando le accuse, che la sua intenzione non era quella di tendere una trappola alla concorrenza, ma di voler prestare attenzione a 360 gradi alla sicurezza degli utenti. I rappresentanti del colosso di Cupertino hanno infatti fatto presente che le applicazioni che sono state eliminate dall’App Store erano basate sull’utilizzo di una particolare tecnologia che le aziende utilizzavano per controllare i dispositivi iOS aziendali.

Un’azione illecita, di cui Apple si sarebbe accorta e che avrebbe messo a rischio gli utenti, se la tecnologia in questione fosse stata usata fuori dai contesti aziendali. Apple quindi si difende, mettendo in evidenza come la rimozione dall’App Store non è avvenuta senza un preavviso.

È stata proprio l’azienda di Tim Cook a rivolgersi agli sviluppatori, chiedendo loro di modificare entro 30 giorni le applicazioni. Trascorso tale termine, le app che non hanno ricevuto le opportune modifiche sono state rimosse.

Apple ha spiegato di aver sempre supportato applicazioni di terze parti soprattutto rivolte al controllo parentale, in modo che i genitori possano gestire al meglio i dispositivi dei loro figli. Tuttavia, secondo l’azienda, bisogna badare allo stesso tempo alla tutela della privacy.

Ancora una volta per il colosso di Cupertino appare evidente l’importanza che assume la protezione degli utenti e dei loro dati.

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