facebook zuckerberg

Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha recentemente chiesto aiuto ai governi del pianeta. Tante le problematiche che stanno riguardando il più diffuso social network nell’ultimo periodo, tra privacy e problemi legati alle fake news.

In particolare, Zuckerberg è finito nell’occhio del ciclone per la diffusione di dati personali, che avrebbero avuto un pesante impatto sull’esito delle elezioni presidenziali americane 2016, terminate con la sorprendente vittoria del magnate Donald Trump. Dietro a questo risultato ci sarebbero interventi di potenze straniere, un’ingerenza intollerabile alla quale Zuckerberg fatica a trovare rimedio.

Con una lettera aperta rivolta ai potenti del pianeta, Mister Facebook ha sottolineato la presenza di contenuti pericolosi on-line, per contenere questo pericolo è necessario un intervento deciso da parte dei governi. Da qui, la richiesta di una fattiva collaborazione.

Allarme Fake News

Una lotta senza quartiere, quella che Facebook ha lanciato a fake news e disinformazione varia ed eventuale, ben 2632 tra pagine, account e gruppi sono stati rimossi, questo è quanto fa sapere il quartier generale della piattaforma che amministra anche Instagram.

Hanno trovato conferma le voci circa il coinvolgimento di paesi stranieri nella vita politica americana, sono infatti state identificate operazioni lanciate da Macedonia, Iran, Kosovo e Russia. Quest’ultima operazione è quella più rilevante, ben 1907 le cancellazioni in questo caso, tanto spam e numerose notizie riguardanti l’Ucraina e il suo assetto politico.

Stando ai dati resi noti da Facebook, i gruppi sotto il controllo russo avrebbero avuto grandi potenzialità, si parla di circa 1.7 milioni di membri coinvolti. Particolarmente politicizzati anche account, gruppi e pagini ricollegabili a intervento iraniano, la strategia prevedeva la pubblicazione di notizie false mescolate ad altre provenienti da testate accreditate in modo da confondere le acque.

Strategie raffinate che non è facile contrastare, troppo semplice per il momento aggirare la policy del social network, ecco perché Zuckerberg chiede l’intervento dei governi per trovare rimedio.

Anche l’Unione Europea in prima linea

Il braccio di ferro tra Facebook e gli “spacciatori” di fake news va ormai avanti da tempo, la scorsa estate la rimozione di 212 pagine, in questo caso operanti da Macedona e Kosovo, stessi provvedimenti sono stati presi da Twitter, ma non è facile contrastare organizzazioni in continuo aggiornamento.

Azioni svolte all’indirizzamento dell’opinione pubblica, un problema che l’Unione Europea non intende sottovalutare e, a tal fine, ha già richiamato all’ordine i grandi nomi del web, rei di non far abbastanza per combattere questa piaga.

Cancellare pagine e contenuti e un passo nella giusta direzione, ma non basta a eradicare il problema, serve infatti un’azione coordinata volta a identificare e rendere inoffensivi i gruppi operanti, un giro che non muove soltanto voti ma anche molti soldi. Si tratta infatti di azioni ben organizzate e coordinate, che necessitano ingenti quantità di denaro per portare agli scopi prefissati.

Una rete che ha fatto parlare di sé, non solo in occasione delle elezioni Usa ma anche durante la campagna elettorale per il referendum sulla Brexit. Staremo a vedere se l’appello di Mark Zuckerberg troverà riscontro nella comunità internazionale, secondo alcuni analisti sarà molto complicato invertire la rotta dopo tanti anni in assenza di regole certe.

Fonte: https://www.lettoquotidiano.it

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