È arrivato sul mercato tecnologico una sorta di Tablet subacqueo che può essere utilizzato in immersione dai sommozzatori per osservare i fondali. O volendo può essere anche utilizzato per chi non vuole immergersi !a è curioso ei osservare i fondali marini.

L’idea parte dal progetto VISAS (Valorizzazione integrata dei siti archeologici sommersi), sotto la direzione di Fabio Bruno del Dipartimento di Ingegneria Meccanica Energetica e Gestionale dell’Università della Calabria, l’istituto per l’Ambiente marino e costiero del CNR e le startup 3D Research Srl, Applicon Srl e Enviroconsult Srl.

Questa nuova tecnica posta in essere migliora i sensori ottici, i sistemi sonar e di localizzazione attraverso un modello tridimensionale trasmesso sul dispositivo mobile. È così che viene rappresentato realisticamente tutto il fondale. L’idea nasce perché negli ultimi anni si è scatenata questa passione dell’immersione, che spinge sempre più persone a comprare mute subacquee e a frequentare corsi di formazione per imparare ad andare sott’acqua.

Le onde acustiche per il GPS in fondo al mare

Usando un Tablet subacqueo di questo genere apparirà al sub sul display una mappa del fondale ove non solo si indica la propri posizione in tempo reale ma dove si leggono anche le informazioni sul posto che si sta esplorando.

Questo dispositivo dà al sub le indicazioni circa temperatura, profondità dell’acqua e consente anche di scattare foto geolocalizzate dei momenti più salienti del nostro giro sul fondale marino. L’esito raggiunto con un simile congegno tecnologico consente a chi resta sulla terraferma di poter individuare la posizione del sub passo dopo passo usando le onde acustiche, dal momento che, al contrario delle elettromagnetiche, queste si propagano alla grande giù in fondo al mare

Il prototipo del Tablet subacqueo

Nasce dunque questo Tablet subacqueo che determina la posizione geografica e che si serve dei sistemi di localizzazione acustica. Si tratta cioè di un sistema che abbandona le onde elettromagnetiche per dare massima importanza agli emettitori acustici che si trovano sul fondale e ad un modem acustico integrato nel Tablet.

Tramite questi algoritmi di sensor fusion e trilaterazione, il Tablet stabilisce la precisa posizione sott’acqua, con un margine di errore di appena una ventina di centimetri. Sul Tablet viene poi installa un’applicazione che dà al sub indicazioni sulla direzione e percorso da seguire, sulla eventuale presenza di relitti e su tante altre zone di interesse che possono incontrarsi durante l’immersione. Una soluzione questa del tutto innovativa che possono usare un sistema pseudo-GPS anche sott’acqua.

Un nuovo modo di esplorare i fondali marini

Questo nuovo dispositivo mette a punto dei rilievi tridimensionali del fondale grazie all’elaborazione di foto raccolte dai sub e dai mezzi filo guidati.

Le immagini poste in essere vengono esplorate attraverso un sistema di realtà virtuale che mostra le bellezze del fondale quasi come si stesse in un museo archeologico subacqueo.

Il coordinatore  del progetto spiega che questo software, per chi non ha il “coraggio di immergersi” mette in piedi una specie di immersione, a partire dalla superficie del mare e mettendo per strada colui che guarda nell’apprendere e conoscere il mondo ittico, troppe volte sconosciuto.

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