La dichiarazione di successione telematica diventerà obbligatoria in Italia dall’1 gennaio 2019: per ora, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il nuovo modello da compilare e presentare in modalità cartacea all’ufficio competente, ma per i professionisti è ora di scegliere il miglior software successioni più completo sul mercato.

Successioni online, proroga al 2019

In Italia, quando una persona muore e lascia dei beni mobili e immobili, i parenti o chi è compreso nell’eredità devono adoperarsi per redigere l’atto di successione, un documento in cui si attesta il passaggio dal deceduto ai congiunti in vita. C’era grande apprensione per questo documento, in quanto l’obbligo di trasformare la dichiarazione di successione in un modello telematico è stato prorogato di un altro anno.

Si potrà ancora per poco usufruire del documento in modalità cartacea mediante il nuovo modello messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, ma la dichiarazione di successione online si può effettuare mediante un software successioni di facile utilizzo.

Perché la successione diventa online

L’obiettivo è quello di velocizzare le procedure e rendere l’operazione più semplice sia per chi la richiede, sia per chi la deve effettuare. Il software successioni è accessibile facilmente e si possono effettuare molteplici operazioni in via telematica, come ad esempio calcolare le imposte ipotecarie o le imposte catastali, i tributi speciali. Non solo: con questo importante mezzo online, si potranno versare direttamente queste spese mediante addebito diretto sul proprio conto corrente.

I professionisti che amano la tecnologia saranno molto contenti di prendere confidenza con questa modalità, obbligatoria dall’inizio dell’anno prossimo. La novità di maggiore pregio è quella di vedere l’avanzamento dello stato della pratica in tempo reale, senza che il professionista incaricato o il diretto interessato debba prendere appuntamento in un ufficio del Fisco e perdere una giornata in coda. Qualora la pratica non sia completa, si possono effettuare delle integrazioni, oltre che recuperare i dati catastali relativi a terreni e fabbricati.

Differenza tra successione cartacea e software successioni

Chi può redigere la pratica di successione? Un professionista iscritto all’albo, quindi un notaio o un commercialista. Gli eredi del defunto hanno tempo un anno per presentare la documentazione, altrimenti possono scattare delle sanzioni. C’è anche la possibilità di esonero da detta dichiarazione, qualora non ci siano beni immobili e se il valore complessivo dei beni non supera i 100 mila euro.

Non ci sono molte differenze tra farla cartacea o telematica. Lo scopo rimane sempre il comunicare allo Stato che gli eredi, i legatari e chi è chiamato all’eredità sono subentrati nel patrimonio del morto e che hanno pagato tutte le imposte dovute.

Ovviamente, se si sceglie il metodo tradizionale, si deve richiedere il nuovo Modello 4 reperibile sul sito ufficiale o presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate, compilarlo in ogni sua parte e consegnare la documentazione completa a uno sportello della propria Direzione territoriale dell’Agenzia delle Entrate, o spedita tramite raccomandata.

Se il defunto fosse stato residente all’estero, si ha l’obbligo di presentazione all’ufficio delle Entrate nella cui circoscrizione era stata fissata l’ultima residenza italiana. Con il software per la successione telematica, invece, si avrà un valido aiuto per la compilazione grazie all’importazione veloce dei dati nel modello e ai messaggi di controllo che appariranno nella fase di redazione in caso di errori o dati incompleti. I vari professionisti possono così impiegarci meno tempo per redigere questo importante documento fiscale e accorgersi subito delle inesattezze o incongruenze e correggerle in un baleno prima di inviare la pratica telematicamente.

Oltre a tutti questi servizi, con il software si potrà pagare ogni imposta in via telematica, come ad esempio proprio la tassa di successione. Essa viene calcolata su una base imponibile determinata mediante aliquote specifiche che differiscono a seconda del grado di parentela o in presenza di una franchigia.