Cosa fare se vengono attivati dei servizi a pagamento assolutamente non richiesti con i principali operatori di telefonia mobile italiani, ovvero Tim, Vodafone, Wind e Tre Italia.

Credito rubato, come disattivare servizi non richiesti

A tutti è capitato, mentre attivata la connessione dati e la navigazione Internet da smartphone, di aver cliccato la crocetta al fine di chiudere una pubblicità fastidiosa o per uscire da un articolo che trattava di Recensioni Smartphone e Confronto Prezzi, e ritrovarsi con dei servizi attivati in maniera inconsapevole. Morale della favola: questa sorta di servizi premium hanno fatto male prima di tutto al portafoglio in quanto hanno scalato il credito telefonico di chi ha sottoscritto una SIM con i principali operatori di telefonia mobile in Italia. Come può difendersi il consumatore per farsi restituire il credito “rubato” se è con sotto abbonamento o ricaricabile TIM, Vodafone, Wind o Tre Italia?

Servizi in abbonamento, perché agire subito

I servizi a pagamento non richiesti sono stati segnalati per la prima volta dall’associazione Adiconsum, la celebre associazione di difesa dei consumatori e dell’Ambiente. Il caso presentato è stato veramente particolare, ma poi se ne sono aggiunti altri. Praticamente, l’utente ha cliccato sulla famigerata X, ritrovandosi un abbonamento attivato a MotoriTV e accompagnato da un messaggio con un link a un sito Internet  e informazioni per la disattivazione. IL consumatore, in questo caso specifico, è riuscito a chiamare il numero verde e la disattivazione è stata tempestiva, ma purtroppo non ha comportato il rimborso in automatico dei 5 Euro prelevati dal conto telefonico.

Decisamente, una situazione molto spiacevole e frustrante per chi ha la colpa solamente di aver voluto chiudere una pagina web, o, come sta capitando frequentemente, è andato sui social network e ha partecipato a quei test visivi o test curiosi, ad esempio “ Animali Strani o Chi eri nella vita precedente. Queste ultime sono vere e proprie truffe, visto che il tasto Avanti, all’ultimo viene sostituito con il tasto Abbonati, ma la mente non riesce a leggerlo perché convinta che sia solo lo scorrimento in avanti della slide. Insomma, uan illusione ottica alquanto costosa e che comporta pazienza per disattivare l’abbonamento e recuperare i soldi. Capita, non bisogna vergognarsi, ed è bene agire tempestivamente perché i servizi premium possono avere anche rinnovo settimanale.

Attivazione del Barring SMS

Infatti, per riavere indietro i soldi prelevati ingiustamente dalla propria SIM, indipendentemente dall’operatore, l’utente deve contattare subito, tramite il numero gratuito, la WIND, la Vodafone, la TIM o la Tre Italia qualora sia cliente e parlare subito con un operatore, spiegando subito cosa è accaduto e presentando un reclamo. Dopo aver registrato il reclamo, l’operatore avvia la procedura di restituzione del credito che avverrà entro qualche ora. Se questo non dovesse avvenire, si può tentare di contattare l’associazione dei consumatori più vicina al proprio luogo di residenza e spiegare la situazione nel dettaglio. Oppure, chiedere direttamente ai propri erogatori di servizi mobile di attivare l’opzione facoltativa mediante la quale si blocca l’attivazione sulla propria SIM di nessun abbonamento non desiderato, anche se si toccano banner malevoli.  In gergo, si chiama Barring SMS, ma è un’arma a doppio taglio, perché non solo blocca questi servizi premium attraverso SMS, MMS o connessione, bensì anche gli avvisi inviati dalle Banche e Istituti di credito per avvisare di una somma prelevata o di un accredito, ad esempio. Di solito vengono bloccati i prefissi 43, 44 e i classici 199 e 144 (quest’ultimo sempre più raro).