Hardware e software, voucher MiSE per la digitalizzazione delle Pmi
Hardware e software, voucher MiSE per la digitalizzazione delle Pmi

Il Parlamento Ue ha preso posizione sul software e sui prodotti hi-tech ritenendo che i tempi e le modalità di riparazione e di aggiornamento debbano essere più semplici. In altre parole, da Bruxelles l’obiettivo è quello di contrastare la cosiddetta obsolescenza programmata che porta mediamente il software ed i prodotti hi-tech ad avere un ciclo di vita ritenuto dall’Europa non sufficientemente lungo.

Secondo quanto riporta HelpConsumatori.it, in Europa quasi otto consumatori su dieci, per la precisione il 77%, riguardo ai prodotti hi-tech preferirebbe la riparazione piuttosto che il nuovo acquisto, ma poi in realtà, proprio a causa degli elevati costi dei servizi di riparazione, si desiste e si punta all’acquisto di un nuovo modello.

Quella dell’obsolescenza programmata, da parte dei produttori di software e di dispositivi tecnologici, appare essere non a caso, in tutto e per tutto, una strategia commerciale in quanto o il prodotto dopo un certo tempo è inservibile, o comunque agli occhi del consumatore il prodotto appare essere oramai vecchio se confrontato con gli ultimi modelli lanciati sul mercato. E questo anche quando il nuovo modello dal punto di vista funzionale non presenta delle migliorie che possano definirsi significative.

Stando a quanto è stato approvato dal Parlamento Ue, a seguito delle pressioni esercitate dalla Commissione IMCO – Mercato interno e protezione dei consumatori, una delle raccomandazioni, per la quale è arrivato il via libera, prevede che fin dalla fase di progettazione dei prodotti hi-tech venga introdotto un ‘criterio di resistenza minima’. Così come l’Unione europea spinge anche verso le riparazioni al di fuori dei circuiti autorizzati dai produttori, e pure verso un’estensione della garanzia sul prodotto nel caso in cui per la riparazione i tempi siano superiori ai 30 giorni.