Le aziende italiane sono fra le più severe in fatto di social network. Secondo una ricerca del Kaspersky Lab, in Italia il 77% delle aziende ha bloccato l’accesso ai social network: niente Facebook, Twitter, Linkedln e Google+. Gli impiegati non potranno utilizzarli durante le ore di lavoro. La nazione più permissiva in questo senso è la Germania, dove solo il 63% delle aziende ha bloccato questi social network, seguita dalla Francia con il 64%, dal Regno Unito col 71% e dalla Spagna con il 76%. Un quadro abbastanza restrittivo dunque, eccetto Francia e Germania. E’ anche vero che ormai molte aziende comunicano ed informano i propri lavoratori e clienti attraverso i social network, ma sappiamo bene come sia facile perdere la concentrazione quando si ha a disposizione uno strumento di “distrazione” come internet. Infatti i social network – secondo molte ricerche nel settore – sono fra i siti più visitati dagli utenti, dunque una liberalizzazioni di questi siti potrebbe influire sull’attività produttiva dei lavoratori nelle aziende. E’ pur vero che sono ormai in tanti a collegarsi tramite smarpthone, ma su questo le aziende non possono di certo effettuare un controllo, si tratta di una connessione personale anche se durante le ore di lavoro. Inoltre il blocco ai social network favorisce una maggiore protezione da virus e malware sui computer aziendali: sono sempre di più i malware che girano sui social network, dunque è molto importante fare attenzione.

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