Con il ritorno alle limitazioni di apertura dei negozi, a partire dalle domeniche e passando per i giorni festivi, il commercio elettronico in Italia può continuare ad avvantaggiarsi di un trend crescente già in corso. In pratica, ai danni del commercio tradizionale, il business delle vendite online potrebbe continuare a generare, tra l’altro, effetti distorsivi sulla concorrenza di settore con il rischio di chiusura di molti piccoli esercizi già pressati, tra l’altro, dal dominio della GDO, la Grande Distribuzione Organizzata.

Antitrust lancia l’allarme sull’introduzione dei limiti agli orari di apertura dei negozi fisici

Al riguardo già da tempo il Codacons è contrario alle limitazioni sugli orari di apertura dei negozi, ma ora pure l’Antitrust, Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, in audizione presso la commissione Attività produttive della Camera, ha sostanzialmente lanciato l’allarme sul rischio che il superamento delle liberalizzazioni, varate al tempo del Governo presieduto da Mario Monti, non sarebbe altro che un regalo all’e-commerce.

In base alle stime dell’Associazione dei Consumatori e degli Utenti, con l’introduzione dell’obbligo delle chiusura domenicali, per i negozi tradizionali, i vantaggi per il commercio elettronico sarebbero pari in controvalore a ben 2,7 miliardi di euro solo nel primo anno.

I numeri in forte crescita del commercio elettronico in Italia, business da 23,6 miliardi di euro annui

Il Codacons ricorda non a caso, per il commercio elettronico, che in Italia nel 2017 le vendite online si sono attestate in controvalore a 23,6 miliardi di euro, ma la crescita prosegue a ritmi elevati visto che a luglio 2018 segnava un +13,6%. Questi numeri, chiudendo i negozi fisici la domenica, anche se a rotazione, ‘rischiano’ seriamente di far registrare nuove impennate e di nuove crisi per il commercio tradizionale.

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