Cambio digitale terrestre, tutte le tappe del prossimo switch-off
Cambio digitale terrestre, tutte le tappe del prossimo switch-off

Nell’ampio periodo che va dall’1 gennaio del 2020 al 30 giugno 2022, in Italia per il digitale terrestre ci sarà un nuovo switch-off rappresentato dall’attuale standard al nuovo standard televisivo MPEG4. In merito il MiSE, Ministero dello Sviluppo Economico, ha fissato la tabella di marcia che, nel periodo sopra indicato, andrà ad interessare tutte le Regioni italiane.

Roadmap nuovo digitale terrestre, dalla Liguria alla Basilicata

Nel dettaglio, si partirà dall’1 gennaio al 31 maggio del 2020 con lo switch-off in Campania, Liguria, Lazio, Umbria, Sardegna e Toscana. Nella seconda metà del 2020, ovverosia dall’1 giugno al 31 dicembre, toccherà invece alla provincia autonoma di Bolzano, Piemonte, provincia di Trento, Valle d’Aosta provincia di Piacenza e Lombardia con la sola esclusione della Provincia di Mantova.

A seguire, dall’1 gennaio al 30 giugno del 2021, scatterà il nuovo digitale terrestre in Sicilia e nelle province di provincia di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro, e poi a seguire, dall’1 settembre al 31 dicembre del 2021, nelle seguenti regioni: Emilia Romagna, Veneto, provincia di Cosenza e di Crotone, Marche, provincia di Mantova, Friuli Venezia Giulia, Molise, Abruzzo, Basilicata e Puglia con il 30 giugno 2022 sopra indicato che, quindi, sarà una data limite comprensiva di eventuali ritardi nel passaggio al nuovo standard che aprirà le porte al 5G.

Cosa fare dopo lo switch-off e le verifiche preventive sul televisore

Dopo lo switch-off, per continuare a vedere i canali sulla piattaforma del digitale terrestre basterà effettuare la risintonizzazione, ma a patto che l’apparecchio televisivo abbia il decoder che supporta la standard MPEG4. La verifica può essere effettuata subito rilevando se i canali in HD di RAI e Mediaset si vedono senza problemi.

In tal caso non servirà un nuovo decoder o l’acquisto di un nuovo televisore, mentre in tutti gli altri casi che sarà necessario sostenere una spesa è probabile poi che il Governo italiano metta a punto degli incentivi per calmierare i costi a carico dei cittadini. Prima che parta lo switch-off, in ogni caso, è anche probabile che in larga maggioranza nelle case degli italiani ci saranno Tv compatibili con il nuovo standard MPEG4. Attualmente si stima che le famiglie italiane, nel rapporto di circa 7 su  10, hanno già la Tv compatibile con lo switch-off.

Nuovo digitale terrestre, cosa cambia per le frequenze?

Dal punto di vista trasmissivo, con lo switch-off, che darà vita al cosiddetto ‘digitale terrestre 2.0‘, le attuali frequenze dei canali televisivi saranno occupate dal 5G. Il che significa che dalle attuali frequenze i canali televisivi passeranno in altre con la conseguenza che, come sopra detto, nel passaggio dal vecchio al nuovo standard MPEG4 la risintonizzazione del decoder per il digitale terrestre sarà d’obbligo. Nella migrazione dalle vecchie alle nuove frequenze, i primi canali a cambiare frequenza, regione per regione, saranno quelli locali e poi a seguire quelli della RAI e quelli delle principali reti televisive commerciali.

Dall’1 gennaio 2017 sul mercato solo televisori compatibili con il nuovo digitale terrestre

In merito alla futura transizione dal vecchio al nuovo digitale terrestre, il sito Internet del Ministero dello Sviluppo Economico ricorda che, dallo scorso 1 gennaio del 2017 in commercio sono presenti nel nostro Paese solo televisori che sono compatibili con il nuovo standard, e precisamente dotati di tecnologia T2-HEVC. Grazie a tale imposizione, il naturale ricambio degli apparecchi televisivi nelle case degli italiani potrà avvenire in largo anticipo.

Lo switch-off non è un’iniziativa che viene portata avanti solo dall’Italia in quanto è stata la Commissione europea che, al fine di favorire in tutto il Vecchio Continente lo sviluppo del 5G, ha fissato le tempistiche per la liberazione della banda 700 al 2020 con possibilità però, per gli Stati membri, di andare a completare tale percorso, che sarà graduale come sopra spiegato, entro l’anno 2022.

In più, al fine di favorire il processo di ricambio tecnologico per i televisori, il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) ha già pianificato stanziamenti per 25 milioni di euro che saranno erogati con la formula dell’incentivo nel periodo dal 2019 al 2022, ovverosia in piena transizione dall’attuale al nuovo digitale terrestre. Non è la prima volta che per lo switch-off le famiglie potranno acquistare il televisore nuovo con il contributo statale. E’ successo infatti nel passaggio dall’analogico al digitale terrestre con gli incentivi all’acquisto del decoder accessibili a patto di essere in regola con il pagamento della tassa di possesso del televisore, ovverosia con il cosiddetto canone o abbonamento Rai.

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