I totem per il digital signage rappresentano una soluzione di notevole efficacia per la promozione e la diffusione di messaggi pubblicitari e, più in generale, di contenuti multimediali. Essi possono trovare posto non solo in ambienti interni, ma anche all’aria aperta, con un range di luminosità che va da un minimo di 350 a un massimo di 2500 cd per metro quadro, assicurando in qualunque caso una risoluzione decisamente elevata. Il digital signage può essere programmato in anticipo e da remoto, attraverso degli appositi player che consentono la gestione e la pianificazione dei contenuti: insomma, il palinsesto può essere gestito a distanza senza che sia necessario essere presenti sul posto.

Anche i led wall sono un valido esempio di applicazione per il digital signage: sono denominati in questo modo perché si basano su led a tre colori grazie ai quali è possibile riprodurre qualsiasi genere di immagine, non solo da un computer ma, più in generale, da qualunque altro tipo di sorgente video. La luminosità è la caratteristica più interessante degli schermi led, che fanno in modo che le immagini che vengono diffuse vengano visualizzate sia alla luce che al buio. Anche da distanze molto significative, la visibilità è ottimale: i led wall, insomma, sono dispositivi decisamente versatili, che non a caso vengono adoperati non solo per l’intrattenimento, ma – per esempio – anche per l’informazione e per la comunicazione.

Il numero di pixel del monitor è ciò che determina la definizione del led wall. Il passo, invece, è la distanza tra i led che fanno parte di un led wall, e viene espresso in millimetri. Noto anche con il nome di interasse, tale parametro è indispensabile dal punto di vista della progettazione dei dispositivi, visto che influenza la nitidezza delle immagini. Tanto più il passo è ridotto, quanto più è facile osservare da vicino il led wall beneficiando di una nitidezza decisamente apprezzabile.

Il digital signage può essere sfruttato anche con soluzioni alternative rispetto ai totem: è il caso delle piantane e dei leggii, i cui contenuti possono comunque essere gestiti a distanza. Una piantana non è altro che un supporto per uno schermo, grazie a cui il monitor può essere orientato in verticale o in orizzontale: nel primo caso si parla di portrait, mentre nel secondo caso si parla di landscape. In più, è possibile la regolazione dell’altezza da terra, in virtù di una colonna telescopica; questo supporto è perfetto anche per i monitor touch screen. Il leggio, invece, è più discreto, essendo concepito per gli schermi di dimensioni inferiori. L’impatto visivo è comunque garantito, ma gli ingombri sono minimi; gli utenti, per effetto dei leggii, vengono invitati a interagire direttamente e si ritrovano a dialogare con una interfaccia grafica che, per esempio in un negozio, può essere utile nell’orientare le scelte di acquisto.

I monitor touch screen, in effetti, garantiscono ai clienti esperienze più coinvolgenti. Essi possono essere sfruttati in tanti modi differenti: mostrando la disponibilità dei vari articoli o visualizzando le recensioni delle attività commerciali, ma anche facendo conoscere promozioni o dando informazioni precise sulla merce presente sugli scaffali.

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