Ogni impresa, in ragione di quello che è il settore economico di appartenenza, ha il suo codice comunicativo. Questo codice viene riassunto a livello grafico in un marchio oppure in un logo per un soggetto che a livello giuridico può essere una società per azioni, una società a responsabilità limitata oppure un lavoratore autonomo o un libero professionista che è in possesso di partita Iva.

Il logo, come viene peraltro messo in evidenza su Logaster, è molto importante in quanto è uno degli elementi fondanti del brand, ovverosia del marchio. In particolare, gli elementi connotativi di un marchio sono in genere sette e sono i seguenti: Concept, Naming, Payoff, Logotype, Color, Symbol e Font.

In pratica il logo o logotipo non è altro che il segno grafico attribuito ad un marchio, mentre il payoff è lo slogan associato al logo ed al nome della società (naming). Per esempio, ‘Think different’ è il payoff che il colosso americano Apple ha utilizzato tra la fine degli anni novanta e l’inizio degli anni 2000, e che, in accordo con quanto riporta il sito dell’enciclopedia libera Wikipedia, è stato coniato dall’agenzia pubblicitaria TBWA\Chiat\Day di Los Angeles.

Per quanto sopra detto, sebbene a volte si faccia confusione, il marchio ed il logo aziendale non sono la stessa cosa, il che significa anche che depositare un logo non equivale a depositare un marchio presso l’ufficio brevetti. Al riguardo è ormai assodato il fatto che l’immagine grafica di un marchio, se questa è curata e riconoscibile, porta le persone e/o le altre imprese ad avere maggiore fiducia in un’azienda.

Il brand, di conseguenza, rappresenta verso il mondo esterno il mezzo di comunicazione di base, e per questo agli occhi dei clienti acquisiti, e di quelli potenziali, deve essere in grado di poter permettere di identificare quei prodotti e/o quei servizi che vengono offerti, e che proprio attraverso il marchio si distinguono nettamente rispetto a quelli proposti dalla concorrenza.

Non a caso a realizzare i brand intervengono pure i creativi considerando che è possibile mixare numeri, disegni, lettere, parole includendo pure i nomi di persone, i suoni ed i colori potendo anche scegliere tra diverse tonalità cromatiche. Dietro ad un marchio, quindi, c’è di norma tanto lavoro e tanto studio visto che deve essere un segno distintivo per l’azienda e per i suoi prodotti e/o servizi. Inoltre, un marchio può contenere o meno il payoff, come quello sopra indicato, che non è altro che una frase finalizzata a riassumere quello che è per il brand il proprio universo di riferimento.

Un brand che è potente è pure in grado di spingere un’impresa verso il successo, ragion per cui i costi di realizzazione, anche se a prima vista possono apparire elevati, nel medio e nel lungo periodo quasi sempre in realtà saranno soldi ben spesi e ripagati attraverso la crescita costante del fatturato e degli utili aziendali. Il marchio vincente, infatti, oltre ad essere identitario, tende pure ad essere virale con la conseguenza che è molto più semplice farsi conoscere.

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