Cos’è la nomofobia? Questa patologia dal nome strano indica il timore ossessivo di non essere raggiungibili sul proprio smartphone, in altre parole, è la paura di restare sconnessi.

Il termine è stato coniato dall’ente di ricerca britannico YouGov, al quale è stata commissionata una ricerca che ha rilevato questo fenomeno negli utenti della Gran Bretagna.

Per spiegare in modo chiaro ed esauriente questo tipo di dipendenza, è stata realizzata l’infografica Gelosia 3.0 da Recovery Data, esperti in recupero dati da hard disk, server e smartphone che hanno dedicato a questo tema un dettagliato approfondimento.

Perché lo smartphone amplifica la gelosia?

In base alle statistiche più recenti presentate nell’infografica, le liti causate dall’uso dello smartphone avvengono in media almeno una volta al mese fra le coppie (nel 17% dei casi), fra i figli (15%) ma anche fra amici o coinquilini.

Nel caso della gelosia vera e propria, la scintilla che accende la miccia sta nei messaggi ricevuti di notte, nel troppo tempo trascorso al telefono o nello sbirciare il profilo social del partner in cerca di chissà cosa: tutto questo può incrinare il rapporto di coppia o aumentare dei dissidi già esistenti.

Quel che è certo è l’impatto che questo device ha avuto sulle nostre vite, come si evince dalle abitudini della maggior parte degli utenti. Sapevate che il 57% delle persone controlla lo smartphone al risveglio e l’83% lo usa anche di notte per rispondere alle mail di lavoro?

Queste ricerche sono state effettuate su utenti dei Paesi UE ed è interessante confrontare i risultati delle varie nazioni con la mappa interattiva ideata da Recovery Data; cliccando su ogni Paese è possibile consultare le percentuali di diffusione degli smartphone, il tempo trascorso in media in mobilità e la velocità media delle connessioni.

L’Italia, sorprendentemente, non è fra i Paesi con la diffusione più alta (solo il 46% della popolazione accede regolarmente al web via mobile) e la velocità delle connessioni è piuttosto bassa (11 kbps), nonostante l’indice di diffusione sia all’85%.

Una maggiore consapevolezza nell’uso degli indispensabili device mobile è senz’altro utile per vivere meglio e trovare il tempo di “sconnettersi” anche se per poche ore al giorno.

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