Un professore dell’Università di Harvard ha avuto la brillante idea di ribattezzare con il termine “digital disruption” questa recente evoluzione che invece, tutti noi, conosciamo semplicemente come “digitale”. L’avvento di Internet, la crescita delle nuove tecnologie e questo rapporto fra realtà analogica e digitale sempre più confusionario, ha di fatto modificato ogni aspetto valevole di attenzione della nostra società, cambiando i connotati al mondo così come lo conoscevamo. Eppure, la maggior parte di noi nemmeno se ne è resa conto, continuando come se nulla fosse. Ma ciò che conta, e sulla quale si basa molto il concetto di digital disruption, è il cambiamento che ha investito il business delle aziende: oggi sempre più legato ad un mercato che senza tecnologia non consente competitività.

Digitale: come ha cambiato finanza e cinema?

Affidandosi a software specializzati nel calcolo, e nel futuro all’intelligenza artificiale, sondare i mercati finanziari sarà un’opportunità sempre più legata alle tecnologie digitali. Al punto che alcune aziende stanno già sviluppando dei programmi in grado di monitorare il mercato dei titoli azionari, e di indicare all’investitore su cosa puntare con un discreto margine di guadagno. Il motivo? Per argomenti così complessi, fatti di trend, di scale e di numeri, i “cervelloni” si trovano decisamente più a loro agio rispetto alla piccola mente umana, fatta di incertezze e di approssimazione. Ma anche il cinema è andato incontro a questa “frattura digitale”: basti pensare a piattaforme streaming come Netflix, che oramai dominano il mercato, e che mettono a disposizione la meglio Hollywood sul computer e sulla rete. Un mercato che sta vedendo entrare di petto tutti i colossi, Google compreso.

Come il digitale ha cambiato il modo di fare la spesa?

Dalle grandi major passando agli investitori, sembra quasi che si sia persa di vista la funzione che il digitale ricopre nella vita di tutti i giorni, ma non è così: la digital disruption, infatti, non manca di farsi sentire nella nostra quotidianità ogni minuto che passa. Anche la GDO ha risentito pesantemente di questa rivoluzione digitale: oggi la spesa è sempre più comune farla su internet. Per merito di grandi supermercati che hanno lanciato progetti di e-commerce, come ha fatto Coop con Easycoop, attualmente la spesa on line è diventata una vera e propria tendenza digitale anche in Italia, nonostante qualche anno di ritardo. Grazie a questa novità, si può far compere come si farebbe al supermercato, ma su un sito web, riempiendo il carrello con il mouse, pagando gli acquisti e facendosi recapitare i sacchetti a casa, senza mettere il naso fuori dal proprio salotto.

Digital disruption: cambia anche il settore immobiliare

Dal real estate al digital estate, il passo si sta dimostrando breve, anche se probabilmente tutt’altro che indolore. In un mercato che cambia, anche il settore dell’immobiliare ha dovuto pensare ad adeguarsi alle nuove tendenze della digital disruption, varcando i confini della rete e diventando sempre più social. Oggi, infatti, gli agenti immobiliari hanno dovuto cambiare tecniche: si fa pubblicità dinamica con l’online advertising, si conquista Facebook per cercare di abbattere muri, distanze e diffidenze fra agenzia e clienti, si studia il mercato delle case direttamente su Internet, ed è persino qui che si va a caccia di venditori che desiderano mettere sul mercato le proprie abitazioni. E poi c’è il mobile che, grazie agli smartphone, consente all’agente immobiliare di diventare un professionista sempre connesso in rete, sempre pronto per acquisire clienti online.

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