seo per la app

L’arrivo di smartphone, tablet e altri dispositivi mobili, ha comportato un mutamento molto significativo nella nostra vita di tutti i giorni, consentendo di fatto l’accesso rapido alle informazioni. Il quadro creato in tal modo ha portato ad una sfida serrata tra chi si occupa di elaborare le applicazioni, tesa a posizionare al meglio la propria realizzazione sui motori di ricerca e superare perciò la concorrenza. Un compito non proprio semplicissimo, se solo si pensa che il numero di app disponibili nei vari store ha ormai raggiunto la fantasmagorica cifra di due milioni.

La difficoltà di rendere nota la propria app

Se in un primo tempo agli sviluppatori bastava cambiare un nome e aggiustare le keywords, oggi la realtà è mutata sensibilmente, per effetto dell’adeguamento degli store e l’utilizzo di algoritmi sempre più rifiniti e puntuali. Tanto che l’algoritmo utilizzato dal Play Store è considerato dagli addetti ai lavori l’equivalente di quello utilizzato da Google per indicizzare i siti.

Secondo uno studio condotto da Forrester Research, ben il 65% degli utenti viene a conoscenza dell’esistenza di una determinata app proprio tramite l’utilizzazione della barra di ricerca dello store consultato.

In conseguenza di questo nuovo quadro, è nata perciò la necessità di dare vita ad una serie di attività in grado di migliorare la posizione delle app negli store. La risposta trovata è l’ASO.

Cos’è l’ASO?

ASO è l’acronimo di App Store Optimization, ovvero il processo che deve infine ottimizzare un’applicazione mobile, permettendole di scalare la classifica dei risultati di ricerca degli store.

Lo scopo delle varie operazioni che compongono l’ASO è quindi quello di rendere l’applicazione in grado di reggere il confronto con quelle della concorrenza e dare luogo per questa via ad una competizione serrata, con il fine ultimo di ottenere adeguata visibilità all’interno dello store. Ove lo sviluppatore riesca nello scopo, il risultato immediato è una decisa crescita del traffico sulla pagina in cui viene presentata l’app e, come logica conseguenza, delle probabilità che la stessa venga scaricata dall’utente.

Come si sarà facilmente compreso, l’ASO è una sorta di parente della SEO (Search Engine Optimization), ovvero la serie di attività tese ad aumentare il traffico su un sito.

I fattori importanti dell’ASO

I fattori che possono spingere in alto le app nel posizionamento sono svariati e mutano da store a store. Se la descrizione dell’applicazione è fondamentale sul Play Store, non incide invece sull’App Store. Si può però operare una differenziazione tra fattori on-page e off-page.

I primi vanno ad agire sui metadata e sulla possibilità di personalizzare offerta dagli store a chi ha il compito di sviluppare le applicazioni e all’interno di questa categoria rientrano il nome delle app, la loro descrizione, le keywords, l’icona, il video e lo screenshot, oltre alla scelta della categoria di pertinenza.

I secondi vanno invece a occuparsi delle valutazioni, delle recensioni, dei contenuti e della Link Building.

Gli errori da evitare nell’ASO

Va anche sottolineato ome per dare luogo ad una strategia efficace in termini di ASO, occorra evitare alcuni gravi errori. In particolare, non bisogna sottovalutare l’importanza dell’icona e degli elementi grafici della pagina, che insieme al titolo hanno la funzione di biglietto da visita. Soprattutto l’icona deve subito calamitare l’attenzione del visitatore e dare un’idea visiva del contenuto dell’applicazione.

Un secondo errore da non compiere è il keyword stuffing, ovvero il proporre parole chiave alla rinfusa, senza dare un senso logico all’operazione. La keyword deve essere proposta all’interno del testo senza forzature e, soprattutto, avere pertinenza con l’app. In caso contrario, può addirittura danneggiare il posizionamento dell’app.

Va poi ricordato che l’applicazione potrebbe essere recensita negativamente e in questo caso occorre tenere nel debito conto la critica, senza attaccare chi l’ha avanzata, ma anzi cercando di instaurare un rapporto costruttivo.

Infine non occorre adagiarsi sugli allori, pensando che l’ASO sia un’operazione one shot. Una volta impostata la pagina nel migliore dei modi, occorre continuare ad aggiornarla, anche perché la concorrenza non dorme e continua a proporre applicazioni al ritmo di 1000 al giorno.

Pierluigi Tosto – www.pierluigitosto.it

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