Partiamo da una chiara provocazione: vincere ai videogames non significa necessariamente finirli o portarli a termine nel senso stretto della parola, ma avere la meglio sulle singole sfide, soprattutto quando ci troviamo di fronte ad una intelligenza artificiale particolarmente forte, oppure ad un avversario in carne ed ossa che ci sfida da chissà quale angolo remoto della terra. Ma come si può riuscire ad ottenere gli stimoli giusti per diventare delle autentiche macchine da guerra ai videogames? È una questione di pura e semplice psicologia, perché ogni essere umano ha già tutte le armi per vincere in qualsiasi disciplina: basta solo sentirlo dentro e ovviamente fare pratica e affinare l’intelligenza.

Vincere ai videogiochi? Una questione di ricompense

Quando giochiamo ad un videogame che ha un sistema di ricompense predefinito, tendiamo un po’ a mollare la presa, perché sappiamo quando e come le suddette ricompense ci verranno consegnate, e dunque quando siamo ancora lontani da esse non rendiamo al massimo e tendiamo a sederci sugli allori. Quando invece il sistema di ricompense è casuale, o gestito da un algoritmo che lo rende imprevedibile, ecco che la nostra concentrazione sale sempre ai massimi livelli, perché gli stimoli diventano costanti e perché siamo tenuti sempre sul chi vive. Basta infatti un bonus improvviso per ribaltare le sorti di una partita, se il videogiocatore sarà abile ad arrivare a quel punto tenendo sempre la distanza con l’avversario al minimo: lo sostiene la psicologia.

Studiare ed informarsi: Internet come risorsa

Oggi basta lanciare il browser, aprire Google e cercare qualsiasi informazione in rete, con un semplice click del mouse. Ed il videogiocatore che vuole vincere, deve per forza di cose studiare ed informarsi sulla rete, cercando le guide redatte dagli esperti del settore: ad esempio, chi è appassionato di casinò online, troverà molto utile le guide specializzate come quella presente sul sito di slotmachineaams.it su come vincere alle macchinette, così da poter padroneggiare tutti i trucchi del mestiere, senza per questo dover fare tanta pratica. D’altronde, come dice il noto passaggio de “L’Arte della Guerra”, prima di sconfiggere il tuo nemico devi conoscerlo.

Il principio della direzionalità come ulteriore stimolo

Oggi i videogames equivalgono a vere e proprie storie che ci vedono diretti protagonisti, assicurandoci un alto grado di immersione e di allenamento della mente. Ma a nessun protagonista piace rimanere impantanato allo stesso punto, per ore ed ore. Dunque la storia deve andare avanti, e deve quindi consentire al videogiocatore di notare dei sensibili progressi, i quali fungono appunto da ulteriore stimolo per la prosecuzione del gioco. È la classica logica del “livellare”: un gamer deve poter misurare e quantificare i propri progressi nel gioco, avere l’opportunità di pensare che sta vincendo, che sta progredendo, e che il mondo digitale che lo circonda dipende sempre di più dalle sue decisioni.

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