Il prezzo dei Bitcoin è in calo dopo il cyberattacco noto come WannaCry. La speculazione attuale è che esso sia legato al fatto che gli aggressori hanno chiesto che il riscatto venga pagato, appunto, in Bitcoin.

La criptovaluta ha avuto un rally fenomenale nelle ultime settimane, raggiungendo un livello record di 1.900 dollari. Ad ogni nuovo prezzo record che toccato, molti si sono chiesti se il prezzo fosse sostenibile. Negli ultimi tempi, si è avuto un calo maggiore nel valore di questa valuta virtuale dopo il rifiuto di riconoscere gli ETF Bitcoin da parte della Securities and Exchange Commission (SEC) lo scorso marzo, e si teme lo scoppio di una bolla, soprattutto a causa del fatto che gli aggressori hanno chiesto il riscatto in Bitcoin e che, dunque, la correlazione tra questa valuta e la criminalità sembra aver influenzato rapidamente il sentiment sulla valuta.

Che cosa è un ransomware?

Come abbiamo già avuto modo di dire, il ransomware è un malware che crittografa i file e impedisce l’accesso ai contenuti del computer. Quando si verifica un attacco, verrà bloccato l’accesso ai dati a meno che non si paghi un riscatto.

Il PC infetto può essere un computer di casa, l’endpoint in una rete aziendale, un server utilizzato da un’agenzia governativa o da un fornitore di servizi sanitari (come l’NHS britannica). Tuttavia, non c’è alcuna garanzia che dopo aver pagato il “riscatto” tutto tornerà come al solito.

Costi e pagamenti

Il tipo di malware ransomware è cresciuto in tutto il mondo come ottimo profitto per i criminali, e ancora stessa Symantec ha avvertito di un aumento del 36% degli attacchi in tutto il mondo nel corso del 2016. Gli Stati Uniti sono, inoltre, il target più grande e il più semplice, con circa il 64% degli americani disposto a pagare il riscatto, rispetto al 34% degli utenti di tutto il mondo.

Anche se questa volta gli attaccanti ransomware hanno chiesto Bitcoins come moneta di pagamento, in passato si erano usati metodi come MoneyPak o Ukash.

Nel caso in esame, i cyber attackers hanno optato per i Bitcoin in considerazione dell’elevato valore raggiunto e della comodità che questa valuta offre. Oltre a questo, le transazioni effettuate in Bitcoin sono anonime in maniera assoluta e non possono essere tracciate.

Sandeep Goenka, co-fondatore di Zebpay, ha dichiarato che i ransomware esistitono da oltre 20 anni. Prima si usavano le carte prepagate, oggi i Bitcoin sono diventati la migliore rete di pagamento, e i metodi sono cambiati.

Le conclusioni

Bitcoin è salito verso l’alto più velocemente del previsto (fonte: http://www.forextradingitalia.it/quanto-vale-un-bitcoin-in-euro) e questo ha esercitato delle pressioni sulla valuta. Ciò è stato aggravato dall’eliminazione anticipata del divieto di restrizione di ritiro in Hong Kong e dalla richiesta dell’ultimo ransomware. Nel complesso, nonostante la tendenza volatile, i fondamentali rimangono intatti e così anche la prospettiva positiva a lungo termine verso questa criptovaluta.

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