Abbonamento online ai Quotidiani, Facebook apre agli editori americani ed europei
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Come vi piacerebbe che fosse il social network Facebook in un futuro troppo lontano? Uno strumento di informazione regolato e controllato in ottica giornalistica? Oppure un canale social neutro gestito attraverso degli automatismi e degli algoritmi che spesso si basano su regole contraddittorie? La domanda è d’obbligo dopo che, per certi versi, il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg ha gettato la maschera confermando di fatto quello che si sapeva già. Mark Zuckerberg ha infatti dichiarato che la sua creatura è in effetti una media company anche se non di tipo tradizionale.

Di conseguenza, con Facebook verso i due miliardi di utenti, Mark Zuckerberg ha sostanzialmente ammesso che sui social network valgono le regole di responsabilità sull’uso della tecnologia da parte degli utenti. Al riguardo ci sono state, tra l’altro, delle aperture con l’annuncio relativo all’introduzione, al momento solo negli Stati Uniti, delle segnalazioni relative a post che, pubblicati sul social network, contengono delle bufale. E che Facebook sia una media company non tradizionale deriva dal fatto che il social network non è un distributore diretto di notizie visto che a fare notizia sono gli utenti con le loro interazioni.

D’altronde proprio nelle ultime settimane sui social network, Facebook incluso, la falsa informazione spesso ha avuto la meglio. E’ accaduto per esempio durante la campagna per le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, ed è successo pure nei giorni antecedenti il Referendum costituzionale in Italia. Sono state tante, infatti, le bufale che sono circolate e che da molti sono state ritenute attendibili. Di riflesso il colosso americano ha ben compreso come sia necessario uno stretto controllo ed una regolamentazione anche sui social network, al netto del diritto di cronaca e di opinione, altrimenti a guadagnare denaro saranno in prevalenza proprio coloro che spacciano per vere notizie false e spesso al limite dell’inverosimile.

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