aria inquinata

I dati dell’OMS rispetto alla qualità dell’aria sono preoccupanti; risulta da uno studio dell’Università di Bath, nel Regno Unito, che sono ben poche le aree nel mondo, soprattutto in relazione alla popolazione, dove l’aria respirata rientra nei limiti di sicurezza fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In particolare sono le particelle sottili disperse in atmosfera a rappresentare un rischio, essendo queste decisamente sopra i limiti di 10 microgrammi per metro cubo.

Queste particelle derivano soprattutto dalla combustione dei motori termici dei veicoli e dagli scarichi di riscaldamento ma anche dalle emissioni delle centrali elettriche a carbone, tuttora parecchio usate soprattutto in alcune aree del mondo, come la Cina e l’India che stanno incrementando il loro fabbisogno energetico, con conseguenti incrementi delle emissioni in atmosfera. L’inquinamento è legato a doppia corda con molte patologie, siano queste correlate scientificamente o soltanto statisticamente all’inquinamento.

Le patologie più evidenti sono quelle dell’apparato respiratorio ma anche altri organi ne sono colpiti, magari in maniera meno eclatante ma non per questo meno gravemente. Resta sempre il fortissimo sospetto dello stretto legame tra malattie tumorali e inquinamento mentre due scienziati indipendenti sono arrivati praticamente in contemporanea alla scoperta di particelle di ossido di ferro sferiche all’interno del cervello di persone morte a causa di malattie neurodegenerative, ponendo il forte sospetto di causa effetto tra inquinamento e insorgenza di malattie quali l’Alzheimer o il Parkinson.

Per ora si è soltanto a livello di sospetto, nessuna prova concreta indica che la causa possa essere la presenza di queste particelle nel tessuto cerebrale ma se uno più uno fa due…Queste particelle di forma granulare sono caratteristiche della combustione, diversamente dal ferro che può essere presente nell’organismo o ingerito con gli alimenti, ponendo agli scienziati l’interrogativo, la cui risposta più verosimile è affermativa, che l’inquinamento arrivi anche direttamente al cervello. Nella recente conferenza internazionale di Parigi, i Paesi mondiali sono arrivati ad una conclusione condivisa secondo cui è assolutamente necessario arrivare in tempi rapidi ad una drastica riduzione di gas serra nell’atmosfera, per scongiurare una catastrofe ecologica legata all’aumento delle temperature ma prima ancora di soccombere per l’incremento termico, il genere umano potrebbe subire gravissimi danni dall’inquinamento e su questo i Paesi mondiali dovrebbero muoversi con la massima urgenza. Secondo l’Agenzia per la Salute delle Nazioni Unite, muoiono 3 milioni di persone ogni anno a causa dell’inquinamento e i dati indicano un trend di crescita di questo dato che si è già incrementato di quasi 750 mila unità dal 2006.

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