Smaltire le batterie di smartphone e tablet non sarà più un fattore inquinante o problematico grazie a dei… funghi minatori. Stiamo parlando di tre funghi, presenti in natura, in grado di estrarre litio e cobalto in un procedimento di riciclo completamente naturale e rispettoso dell’ambiente. I tre funghi in questione sono stati applicati per la prima volta alle batterie da uno studente dell’Università della Florida del Sud, dove per primi si ha avuto l’idea.

“L’idea è di uno studente, che aveva già avuto esperienza nell’estrazione dei metalli dalle scorie prodotte dai processi di fusione” ha sostenuto il coordinatore della ricerca scientifica, Cunningham. “Stavamo osservando la rapida diffusione degli smartphone e degli alti prodotti con batterie ricaricabili e lì abbiamo concentrato la nostra attenzione. La richiesta di litio sta crescendo rapidamente, e le attività di estrazione non sono più sostenibili” ha sostenuto.

Insomma, l’idea di utilizzare dei funghi che distruggono i batteri naturalmente e sanno estrarre metalli potrebbe essere una soluzione per riciclare secondo natura e per non inquinare, a fronte di un fabbisogno sempre più elevato. “Abbiamo pensato che i meccanismi di estrazione potessero essere simili: in quel caso i funghi avrebbero potuto estrarre anche litio e cobalto dalle batterie esauste” hanno sostenuto i ricercatori.

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