Privacy Shield: non ci siamo. E’ da più di un mese che gli USA e l’UE hanno annunciato le nuove norme in tema di privacy: il Privacy Shield consiste in un complesso di norme alle quali è necessario conformarsi per la tutela della privacy degli utenti, ma finora nomi eccellenti mancano all’adesione. Fra di essi, Amazon, Facebook e Google. Microsoft, invece, si è allineata da subito.

Adottare il Privacy Shield per le aziende statunitensi significa che il trattamento dei dati dei cittadini europei dovrebbe essere del tutto conforme a quello previsto dalla normativa, come se essa fosse parte del diritto statunitense. Ma finora molte, troppe aziende sono in ritardo sull’adesione e questo non è molto rassicurante per gli utenti (milioni) che utilizzano i loro servizi. Nell’epoca della privacy violata, si richiede più attenzione per il trattamento dei dati personali.

Per aderire al Privacy Shield le aziende devono produrre un’autocertificazione del rispetto delle norme previste dallo stesso. Google è la prossima azienda dalla quale ci si aspetta la presentazione dell’autocertificazione, mentre Amazon ha detto di dover ancora adeguare la propria policy del trattamento dei dati. Speriamo che il tutto avvenga il prima possibile, dato che oggi come oggi la privacy e il buon trattamento dei dati sono fattori di primaria importanza.

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