Mogli e mariti spesso sospettano che la propria metà sia infedele, molte volte con ragioni fondate e la fantasia suggerisce vari modi per scoprire la verità. Controllare il cellulare di nascosto, seguire il sospetto o farlo seguire da investigatori privati e molti altri accorgimenti possono condurre a portare a galla la verità. La tecnologia viene in aiuto anche in questi casi. Ad esempio, con cifre modeste è possibile rilevare la posizione del cellulare, sapere in ogni istante dove si trova ma anche i moderni rilevatori di posizione GPS da collocare sull’auto identificano la posizione del veicolo con precisione di qualche metro.

Sono gli stessi utilizzati per ritrovare l’auto rubata ma una signora 40enne lo ha utilizzato per seguire gli spostamenti del marito e sapere dove si recava. In realtà, a piazzare l’apparecchio ha provveduto un’investigatrice privata, Michela Ardissone su autorizzazione della moglie sospettosa.

Il marito, però, ha scoperto il rilevatore GPS e denunciato la moglie e l’investigatrice per intercettazione illecita e violazione della privacy. La vicenda è finita nelle mani del GIP Costantino Del Robbio il quale ha ravvisato l’assenza di fondamenti legali che possano concretizzare l’illegalità dell’azione svolta, in pratica spiare il coniuge in questo modo non è reato.

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