gruppo-berlusconi

Che questo governo non fosse particolarmente liberale e favorevole alla libertà di stampa, opinione e pensiero, penso sia ormai ben noto a tutti. Ma che intervenga in questo modo, con una politica puramente terroristica, per incoraggiare chiunque abbia idee politiche differenti a tacere, a nascondersi o addirittura a vergognarsi, è totalmente sbagliato, oltre che anticostituzionale.

Mi spiego meglio, per chi non fosse informato riguardo alla notizia: sostanzialmente, un gruppo su Facebook contro il Presidente del Consiglio, dal titolo “Uccidiamo Berlusconi“, è stato messo in discussione dal Governo e ritenuto calunnia e diffamazione, e gli iscritti sono stati denunciati dallo Stato.I creatori del gruppo e gli iscritti sono stati etichettati perciò come violenti e perversi avversari che tramavano contro il Premier, come se il titolo “Uccidiamo Berlusconi” non fosse stato chiaramente sarcastico ed allegorico. Ma forse il nostro governo, tra magistrati da pedinare e costituzioni da riscrivere, non ha trovato il tempo per capire il significato intriseco del gruppo: l’intenzione non era certo quella di arruolare squadriglie pronte a sparare, ma bensì esprimere il proprio dissenso in modo provocatorio.

A questo punto però, un’altra domanda mi sorge spontanea: su Facebook esistono migliaia di gruppi, dedicati a politici di ogni fazione ma anche personaggi dello spettacolo e dello sport, che esprimono il proprio odio verso quella persona. I proprietari e gli iscritti verranno tutti denunciati? Sarebbero milioni di persone.

Inoltre vorrei anche far notare che questo evento dimostra quanto Facebook venga utilizzato dallo Stato, ma anche dalle aziende, per controllare il popolo e le persone nella loro vita privata e nella ricerca della loro personale opinione. D’altronde, praticamente tutti gli utilizzatori abituali di Facebook fanno conoscere i propri pensieri al mondo tramite questo mezzo. E questo, sinceramente, lo considero preoccupante: ne deriva che la prudenza nell’uso di Facebook non è mai troppa.

9 COMMENTS

  1. se devo essere sincero a me fecbook non piace xd
    ma quello ke ha fatto lo stato è veramente troppo
    colgo l’occasione per ringraziarvi del lavoro ke fate siete dei geni
    volevo farlo nel posto quelo precedente in cui spiegava il lavoro del blog ma ora non riesco piu a trovarlo quindi vi ringrazio qui siete unici!

  2. Ciao,

    per fortuna il gruppo non è stato chiuso ma ha cambiato solo nome, ora si chiama: “Berlusconi ora che abbiamo la tua attenzione rispondi alle nostre DOMAND”.

    Da quello che so sono stati quelli di FaceBook a consigliare a chi a creato il gruppo di cambiare nome…

    Ciao e complimenti per il blog!

  3. si può esser o non esser d’accordo con questo o quel governo… ma c’è un limite a tutto ! chi non accetta i limiti e le regole si nasconde dietro la mistificata limitazione della libertà di stampa…solo i poveri diavoli ci credono!

  4. Tra l’altro ora gira un altro gruppo strettamente correlato: qualcosa di simile a “Non vogliamo Berlusconi morto ma lo vogliamo dietro le sbarre”.

    Quello che mi chiedo io è se queste cose succedono solo in Italia o anche all’estero anno gruppi contro i capi di Stato :). Vado subito a vedere se ci sono gruppi contro Zapatero e Sarcozy 😀

  5. @Ambrogio: chi ha detto che creare quel gruppo è non rispettare le regole? Non mi risulta che quelle parole potessero considerarsi illegali, anche se innegabilmente di cattivo gusto. Di conseguenza, a mio parere, costringere a rimuovere tale gruppo e la creazione di un clima di terrore verso chi esprime la propria dissidenza costituisce una limitazione nella libertà di pensiero.

    @Franz: dipende dalla bontà e dalla fama del capo dello stato :D. Da assiduo lettore di riviste inglesi/americane ti posso solo dire che auguri simili gligli fanno quasi quotidianamente le riviste di Murdoch o la stampa democratica inglese.

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