carlo

Meno uno, sto arrivando all’aldilà.  Sono state queste le ultime parole digitate su facebook  di Carlo D’Urzo, il quindicenne che l’altra sera si è impiccato in camera sua.

Un messaggio preceduto da una sorta di conto alla rovescia tramite il social network più visitato in tutto il mondo, Facebook.. il quale ha lasciato memorizzato sul profilo virtuale da tre giorni a questa parte. Il padre sotto il suo corto ha ritrovato un foglio con scritto: «Mamma, papà, amici: non è stata colpa vostra».

Chi lo conosceva ha affermato che era un ragazzo molto timido che non parlava molto con i suoi compagni di classe… anche se secondo essi l’ultizzo di facebook è sicuramente servito per attirare l’attenzione su di se, come per chiedere aiuto

«Non abbiamo capito il tuo disagio – uno dei commenti lasciati ieri sulla bacheca del gruppo virtuale creato su internet – potevamo salvarti, starti vicino, farti capire che la vita è una e che vale la pena viverla, ma non abbiamo compreso nulla».

Che questi social network siano la colpa di tutto? O forse il gesto pazzo di un ragazzo con qualche problema? .. Lascio a voi la parola

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